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Fukuoka-Hakata
Come annunciavo nel l’ultimo articolo, l’estate è un periodo molto impegnato per il sottoscritto, vista la mole di lavoro e l’assenza di giorni liberi fino al 31 agosto
..quindi i mie post in questo periodo sono saltuari ..ma per farvi vedere che ci sono sempre oggi vi posto le foto di Fukuoka-Hakata , città nel Giappone meridionale che mi è piaciuta molto. Enjoy!
Imprevisti di Viaggio
Perdere lo zaino su un treno Giapponese
Oggi vi voglio raccontare un episodio che è successo durante il secondo viaggio , esattamente dopo solo un paio d’ore dal nostro arrivo all’aereoporto internazionale Chubu di Nagoya.
Dopo aver fatto le solite cose per uscire dall’aereoporto, ci siamo subito diretti alla stazione dei treni (in Giappone, e in Molti paesi del mondo, eccetto in italia
) situata a 2 passi dall’uscita. In questo caso 10 metri dalla porta
.
L’idea era quella di fermarci prima alla stazione JR di Nagoya , per prendere il JR pass, e poi da li prendere il treno per Kyoto senza pagare più nulla (vedi JR Pass).
Quindi ancora alla stazione del Chubu international, saliamo su un treno diretto a Kyoto, prendiamo posto, mettiamo gli zaini sugli appositi scomparti, e aspettiamo che il treno parta. Qualche minuto dopo mi accorgo che il treno richiede la prenotazione( che non abbiamo) , quindi decido di passare sull’altro treno, questa volta però un locale, che va sempre a Kyoto.
Sull’altro treno prendiamo posto e aspettiamo che parta, nel frattempo parliamo del più e del meno. Dopo 15 minuti il treno che avevamo cambiato parte, dopo altri 10 minuti parte anche il nostro. Passano altri 10 minuti, poi il mio compagno di viaggio , distratto dallo zaino di un gruppo di spagnoli (un pò rompipalle per i mie gusti), si gira e mi fa” Il mio zaino?….” ….” merda..è sull’altro treno”.
Beh..io non sapevo se ridere o cosa, invece l’altro era disperato….e a quel punto gli faccio” ma non dirmi che avevi il passaporto nello zaino?….
R>” no,…è qui …ma ho tutti i soldi…”
Tralasciando le considerazioni su dove tenere i soldi quando si viaggia, devo dire che io ero abbastanza tranquillo, l’altro invece, alla sua prima volta in Giappone, era diventato stranamente silenzioso :cool:
Arrivati a Nagoya, mi dirigo diretto verso l’ufficio del capostazione, in genere situato vicino alle uscite. In inglese spiego la situazione, e il responsabile di turno, capendo le parole “lost bag” (zaino perso) , chiama un’interpreteche parla inglese (ebbene si …sono presenti nelle maggiori stazioni).
La ragazza, molto gentile, mi chiede il treno , la carrozza e la piattaforma(n di binario)…fortunatamente ricordavo tutto, anche dove l’altro aveva messo lo zaino, sapevo perfino i colori del treno (in genere non mi ricordo molto i particolari).
Dopo aver tradotto, il responsabile tira fuori un super librone , scritto in piccolissimo , e inizia a cercare il treno, quindi chiama la stazione dove il treno era in procinto di raggiungere in quel momento, e mi fa segno di attendere.Dopo 10 minuti squilla il telefono, un veloce scambio di parole, e l’interprete mi dice che hanno ritrovato lo zaino, e di passarlo a prendere alle 12.00.
Erano le 11 , così nel frattempo ci facciamo un giretto per il centro commerciale sotto la stazione(molto frequenti in giappone), poi alle 11.55 torniamo su e in lontananza vedo il responsabile che si dirige alle scale mobili che vanno ai binari…manco farlo apposta, vi giuro su quanto ho di più caro che alle 12.00 esatte è tornato su con lo zaino, intatto e con tutti i soldi dentro. :grinnod:
Ringraziando con un accennato e timido inchino andiamo a prendere il treno per Kyoto, mentre il mio amico mi dice” In fondo sapevo che me lo avrebbero ritrovato”…
…certo :lol:
Chissà che sarebbe successo per un caso analogo qui in italia?… :grinnod:
alla prossima
20 marzo 1995
Attentato alla metropolitana di Tokyo
“…Provate a immaginare. E’ il 20 marzo del 1995, un lunedì. Una bella mattina di sole primaverile. ….Ieri era domenica, e domani, l’equinozio, sarà un giorno festivo. Magari potevate fare il ponte, forse avete anche pensato:” E se oggi non andassi al lavoro?” Purtroppo però , per molte ragioni, non potete concedervi questa vacanza. Per questo vi siete svegliati all’ora solita, lavati e vestiti, siete andati alla stazione della metropolitana. Poi come sempre fate la fila per salire su uno dei treni e andare in ufficio. Un giorno dei tanti della vostra vita. …..Ma degli uomini dissimulati tra la folla, con la punta degli ombrelli appositamente affilata, perforano delle sacche di plastica piene di uno strano liquido….”
Iniziò così , per migliaia di giapponesi, la giornata del 20 marzo 1995 raccontata nel libro “Underground- Racconto a più voci dell’attentato alla metropoilitana di Tokyo” di Murakami Haruki. Anno che non verrà sicuramente dimenticato anche per il terremoto che devastò la citta di Kobe, vicino Osaka.
Alcuni adepti del culto relgioso Aum Shinrikyo (“Suprema Verità di Aum) liberarono nei treni un gas nervino, il Sarin, inventato su comissione di Hitler decenni fa, e considerato tutt’oggi uno dei più letali veleni. L’attentato causò 12 morti e migliaia di intossicati, molti dei quali risentono tutt’oggi dei sintomi, sia fisici che psicologici.
La setta Aum, che fonde credenze buddiste e indoiste, fu fondata nel 1987 da Shoko Asahara, capo spirituale della Setta Aum Shinrikyo, che poi rivendicò l’attentato;La motivazione fu la previsione di una guerra mondiale che avrebbe devastato il 90% della popolazione…così con l’attentato Asahara mirava all’addestramento dei suoi uomini.
Nel 2004 Shoko fu condannato a morte per impiccagione e 10 degli uomini che parteciparono all’attentato furono ugualmente condannati a morte o all’ergastolo.
Anche se andavo ancora alle elementari, me lo ricordo bene perchè all’epoca feci una ricerca per scuola, e i giornali in quel periodo non parlavano d’altro. Un mese fa mi è tornato alla mente e mi sono comprato questo libro, con le testimonianze dirette di chi era sul posto , di chi è stato intossicato o visto un amico morire; ma anche le testimonianze di chi a partecipato all’attentato.
Il Libro non l’ho ancora letto tutto..,ma per quello che ho letto fin’ora l’ho trovato interessante, e ovviamente emotivamente pesante per certi racconti, ma è giusto ricordare anche questi aspetti del giappone.
Per chi volesse leggerlo: ” Underground” di Murakami Haruki, edito in italia da Enaudi





